"Equilibrio perfetto-perfect balance" (Alfred Gockel)
Per Mediazione Familiare si intende "un processo collaborativo di risoluzione del conflitto", in cui le coppie il cui rapporto sta finendo o è finito, sono assistite da un soggetto terzo imparziale (Mediatore) per comunicare l'una con l'altra e trovare una risoluzione accettabile per entrambi, dei problemi in questione.
Nella Mediazione, le parti ricercano interessi reciproci sui figli, le finanze, le proprietà e su qualsiasi altro bisogno che essi presenteranno come tale; il percorso si conclude con la stesura di un Accordo Scritto che fungerà da guida.
E' proprio questo il principio della Mediazione: accedere ai bisogni dell'intero nucleo familiare che va disgregandosi, per valorizzare le competenze genitoriali, uscirne senza vincitori nè vinti e sentiri più sollevati, ristabilendo un clima di comunicazione e cooperazione!
La Mediazione Familiare è complementare alla Consulenza Legale e al Negoziato da parte degli avvocati: non li sostituisce! L'accordo scritto che si raggiungerà attraverso la Mediazione sarà infatti valutato dal proprio avvocato e inserito nelle pratiche della separazione.
La Mediazione Familiare persegue i seguenti obiettivi:
-ridurre la componente irrazionale del conflitto tra le parti;
-favorire una forma di comunicazione costruttiva tra le parti;
-minimizzare le conseguenze negative della rottura familiare e della dissoluzione del matrimonio;
-limitare le ricriminazioni personali;
-promuovere l'approccio consensuale alla separazione riducendo il conflitto, nell'interesse di tutti i membri della famiglia, studiando soluzioni alternative che lascino alle parti la possibilità di fare delle concessioni senza compromettersi e mantenendo il rispetto di sè e dell'altro;
-proteggere gli interessi e il benessere dei Figli, in particolare raggiungendo accordi appropriati che abbiano una durata a lungo termine per ciò che concerne il loro affidamento;
-sostenere la continuità nelle relazioni fra i membri della famiglia, specialmente in quelle fra genitori e figli.
E' utile pensare alla Mediazione come uno strumento "per vincere tutti e due" - come afferma Lisa Parkinson- dove non c'è tra i due coniugi che chiedono aiuto al mediatore, uno che possa vincere sull'altro, ma dove un terzo che non ha potere se non quello che i coniugi stessi gli conferiscono, non prende in carico solo la dimensione del contenuto/oggetto della disputa ma ha a cuore anche gli accordi e quindi, il contenuto del disaccordo. Annie Babu (1997) spiega il concetto "vincere tutti e due" utilizzando l'esempio di due bambine che litigano per avere l'unico arancio rimasto in cucina all'ora della merenda. La madre richiamata dalle grida delle figlie, interviene per far esprimere i bisogni di entrambe e si scopre così che una voleva la spremuta da bere e l'altra la buccia da mettere nella torta! Ecco allora che le ragazzine tornano a giocare con la sensazione di aver vinto entrambe e così è stato realmente. Senza accedere ai propri bisogni non avrebbero potuto uscire entrambe vincitrici!
Per avere maggiori informazioni sulla Mediazione Familiare
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